Non capisco

On November 18, 2009, in Giornali e blog, Technology, by Alfonso Fuggetta

Volete dirmi che Repubblica ha scoperto oggi, mettendolo in home page, che si può “jailbrekkare” l’iPhone? Chissà che ne pensa Zibri, per citare il primo che mi viene in mente.

Il genietto della pirateria che spaventa Steve Jobs – Tecnologia – Repubblica.it: “Assomiglia alla storia di Davide e Golia, con il giovane armato di fionda che batte il gigante, il lungo duello tra la Apple e George Holtz, lo studente fuoricorso che riesce regolarmente a vanificare gli sforzi del colosso informatico guidato da Steve Jobs per limitare l’uso dell’iPhone ai soli prodotti graditi all’azienda. Oppure a Tom e Jerry, dove il topo dispettoso ribalta le parti e manda il gatto al manicomio. I tentativi della Apple di mettere il suo gioiello al riparo dalle incursioni di Hotz vanno avanti infatti da tempo con risultati sempre più frustranti.

Questo mago dell’hackeraggio di appena 20 anni ha riconquistato ora gli onori della cronaca negli Stati Uniti dando alla luce il suo capolavoro. ‘Si chiama Blackra1n ed è un software in grado di sbloccare un iPhone in appena due minuti: tutto ciò che devono fare gli utenti è infilare il loro cellulare nel pc, lanciare l’applicazione e premere un bottone’, scrive con malcelata ammirazione il mensile Wired. In sostanza, lo straordinario successo di Holtz consiste nel riuscire a vanificare lo sforzo della Apple per decidere cosa si può fare con il suo apparecchio e con quali programmi. Una volta ‘aperto’ con la chiave virtuale che Holtz mette a disposizione gratis online, l’iPhone è in grado di capire e far funzionare anche quelle applicazioni che nelle intenzioni della casa costruttrice dovrebbero essergli vietate. A pagarlo sono infatti le aziende interessate ad entrare anche nel mercato degli utenti iPhone. “

7 Responses to “Non capisco”

  1. AndreaR says:

    No, Repubblica ha solo ripreso un articolo uscito pochi giorni fa su Wired. Segnalo che il link che pubblichi sopra (zibri) contiene un sacco di pubblicità a “prodotti” per sbloccare l’iPhone. Geroge Holz è abbastanza categorico nel suo blog (http://iphonejtag.blogspot.com/): gli unlock e jailbreak sono in due a farli, lui e il devteam. E sono gratis (chi vuole fa una donazione). Gli altri sono solo degli sfruttatori.

  2. nirnaeth says:

    Che tristezza… come si vede che siamo un paese arretrato tecnologicamente. E a questo punto, anche giornalisticamente, considerata la retorica, le banalità e le imprecisioni di cui è intriso l’articolo.

    Sono veramente sconsolata.

  3. Eugenio says:

    > tutto ciò che devono fare gli utenti è infilare il loro cellulare nel pc,…

    Sì, mi sembra che sia davvero una buona idea…. :D

  4. AndreaR, ho visto che è un articolo di Wired. Ma leggendolo non si sono fatti qualche domanda? Su Zibri, era il sito dove avevo preso ziphone due anni fa. Tutto qui.

  5. AndreaR says:

    Scusa, capisco adesso il tuo punto: quelli di Repubblica sanno solo fare copia e incolla. È vero, ma non mi stupisco più (sono quello di Babbo Natale ;-)
    Comunque apprezzo che il tuo blog cerchi di ricordare a tutti come stanno le cose, come dovrebbero essere, e che non ti stanchi mai di farlo.
    Per quanto riguarda Zibri: i contenuti sono OK, non volevo criticare il sito di per sè, ma solo ricordare a chi legge i commenti che tutti questi metodi di jailbreak e iphone che vengono pubblicizzati sono solo delle rifritture (a pagamento) del lavoro di Holz e del DevTeam.
    Con rinnovata stima!

  6. Giovanni says:

    E fare un corso (obbligatorio) al Poli per i genialisti che scrivono di tecnologia ?
    Intendiamoci: non una cosa per renderli tecnologi: occorrerebbe un corso di 10 anni – che inizi con le tabelline (utili anche a quelli che si occupano di finanza).
    Ma magari un corso breve, di una decina di lezioni, concordato con l’ordine.
    Una provocazione?
    Ma dove dirlo se non ‘in casa del cefriel’ (se mi passi l’espressione)

    Giovanni

  7. Osvaldo says:

    Secondo me 3, 4 ore alla settimana di nuove tecnologie andrebbero insegnate in tutte le scuole, come la matematica.
    Iniziando dalle scuole elementari, medie, superiori,
    tutti anche il liceo classico, non so se già lo fanno, ai miei tempi non si faceva.

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