Non sono del tutto d’accordo

On November 18, 2009, in Internet, Technology, by Alfonso Fuggetta

Tutto il mercato, campanile per campanile: “

Repubblica.it » Affari e Finanza » Investimenti zero, nessuna regia cosi’ muore la Banda larga italica.
Non solo in Emilia Romagna, ma in tutta Italia nessuno sa oggi quante siano le reti wireless attive e dove sia davvero il digital divide…
…Ma tutto questo non risulta da nessuna parte. Nessuna istituzione si
sta occupando di capire quante reti wireless ci sono già attive per
mirare meglio l’utilizzo delle già scarse risorse. Ma non si fa. Tutto
resta concentrato sugli 800 milioni. Che in fondo è solo una partita
tra Romani e Brunetta da una parte e Scajola dall’altra. Con le
mediograndi aziende del settore tlc che sperano nelle grandi commesse
di Telecom o dello Stato. Non avendo capito che il mercato bisogna
andarselo a cercare campanile per campanile.

‘amen’. o, come direbbe Kit Carson, ‘puro vangelo’.

Leggo questo commento del Quinta all’articolo di Carli.

Secondo me nell’articolo di Carli sono mescolati e confusi, come già hanno fatto altri incluso il presidente Valducci, due /problemi/quesiti diversi. E faccio anche un appunto finale.

Il primo problema/quesito è “ci deve essere intervento pubblico a sostegno delle aeree dove è difficile che gli operatori possano investire o per accelerare la riduzione del digital divide?”

La mia risposta è si. E qui bisognerebbe capire se questi soldi (gli 800 milioni) ci sono veramente o no. E se ci sono quando sono spendibili. Io credo vada detto che queste risorse servono perché il paese non può aspettare. Vado in giro specie per la provincia italiana e trovo situazioni tragiche. Che si fa? Molte delle iniziative wireless di cui si parla sono promosse dalle amministrazioni locali. Quindi il pubblico, ai diversi livelli, si muove ed è giusto che si muova. Serve un impulso da parte dello stato.

Il secondo problema è “come devono essere spesi questi 800 milioni?” Ovvio che non possono essere semplicemente “regalati” a Telecom. Ma non è che non ci siano strumenti o modelli a cui ispirarsi. Ci sono le società miste, il modello scozzese, … Possiamo ragionare su quale sia il modello migliore e, anche alla luce della survey su ciò che esiste, si può a ragion veduta passare all’execution.

Non si possono mescolare i due problemi: “siccome non sappiamo come questi soldi verranno spesi oppure temendo che vengano spesi male, allora non è che siano poi così urgenti”. Il problema esiste. Servono le risorse per risolverlo e serve un metodo di lavoro coerente con l’obiettivo e con le regole di concorrenza e mercato.

L’appunto finale: il wireless ha dei limiti strutturali rispetto al fisso. A volte ce ne dimentichiamo. Il wireless può servire per aree limitate, poco popolate, per coprire in modo provvisorio situazioni critiche. Ma prima di dire che è un sostituto del fisso (anche “solo” HDSL) ci andrei calmo. Per cui non basta dire “c’è il wireless”.

10 Responses to “Non sono del tutto d’accordo”

  1. Con il rispetto per gli imprenditori che hanno rischiato nel piccolo, costruendo reti wireless che nel breve potessero risolvere in qualche modo una prima necessita’ di bband, devo dire che non mi sento di confondere un piano bband nazionale con la somma di iniziative “da paese” (sempre con rispetto).
    Stiamo parlando d’altro: e’ la famosa autostrada del Sole del recente Scajola “contro” l’asfaltatura del vialetto di casa.

  2. Ocio che io non ho detto che sia bene non allocare i fondi!
    Il mio punto e’ che sarebbe bene allocarli conoscendo la situazione di partenza e non solo sui dati forniti da alcuni operatori che vedono in questi fondi una scorciatoia rispetto all’operare sul mercato, anche a scapito di chi gia’ sul mercato c’e’.
    Ovvio che tra un filo e un wireless e’ meglio il filo ma tra
    - mettere il filo dove non c’e’ e dove c’e’ c’e’ gia’ wireless “quanto basta” e
    - mettere il filo dove non c’e’ e dove non c’e’ wireless,
    secondo me, meglio la seconda.

  3. Giacomo says:

    Innanzitutto mi sembra di capire che anche queste reti wireless “rurali” abbiano usifruito di denaro pubblico: cipe, regioni, enti locali. Quindi siamo di fronte a una dispersione di fondi in progetti non coordinati.

    In secondo luogo, la rete di accesso in fibra ottica serve anche a questi operatori wireless. Quanto traffico possono trasportare queste reti wireless, magari con tecnologia mesh? Io credo ben poco, probabilmente qualche decina di Mbit/s condiviso tra tutti gli utenti. Meglio di un modem analogico, ma neanche paragonabile con una rete di accesso a larga banda con 10-20 Mbit/s *per utente*.
    Dati i tempi lunghi delle telecomunicazioni, occorre investire oggi per raccogliere tra 5-10 anni. Non vorrei una miriade di piccoli investimenti anti-digital divide per dare a tutti qualche Mbit/s ed arrivare tra 5 anni per scoprire che siamo in ritardo tecnologico.

  4. Giovanni says:

    Io ho visto realtà in cui Telecomitalia (ma non solo lei) non vuole (e onestamente non può) portare il cavo.
    Ed ho visto soluzioni (magari improvvisate) basate su wifi, che qualche beneficio lo hanno dato.
    Ecco, dei “minibackbone” in microonde per servire piccole realtà periferiche (unite ad un last mile wifi o wimax) non mi sembra una sciocchezza, dato che a cablarle ci vorrebbero troppi soldi e troppo tempo. E darebbero risposta rapida alle lamentee che si possono leggere sulla pagina di Repubblica ( http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/tecnologia/banda-larga/sos-utenti-nord-ovest/sos-utenti-nord-ovest.html )
    Ovvio che a Milano un wifi generalizzato non va. Troppa gente. E cablaggio già esistente. Ma bibllioteche wifizzate per gli studenti non sarebbero male.
    In sostanza: un poco di flessibilità non guasterebbe. Altrimenti, in attesa che tra Milano e Roma ci sia un’aurtostrada a 10 corsie, in tutte le campagne si va a piedi per dei tratturi fangosi.

    Giovanni

  5. Giacomo, io a casa faccio 6Mbp down e 4Mbps up (direzionale, non condiviso); la tecnologia puo’ arrivare molto in alto (54mbps), questione di prezzo.

  6. ni, hiperlan e’ un punto-multipunto, hai bisogno di antenne puntate direzionalmente. la capacita’ di una bts e’ limitata ma stanno facendo cose fantastiche con antenne sincronizzate tra loro per ridurre le interferenze. Dipende dalle implementazioni, ma in buona parte delle offerte commerciali di fatto l’overbooking si limita al backhauling. ovvio, non puoi portare 2000 utenti per antenna, ma quando sei in zone non densamente popolate, e’ piu’ che sufficiente

    • Si ma lo spettro e lo spettro. Comunque, è quello che scrivevo anche io: fintanto che si tratta di soluzioni tampone o di aree molto poco dense, è accettabile. Appena bisogna fare cose un po’ più impegnative, non basta più.

  7. Giovanni says:

    Alfonso,
    in molti casi quel che serve è un quasi-last mile per arrivare vicini (servire il paese), da li una “lan” o dei wifi potrebbero essere utilizzabili.
    Qualcosa in giro c’è: in Veneto mi pareva fosse attiva (ed avesse una concessione una società che si chiamava “trivenet” o qualcosa del genere.

    Giovanni

  8. Trivenet fa, per l’appunto, Hiperlan

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