Il figlio prende il posto del padre. In banca – Corriere Roma: “ROMA – In banca al posto del padre. O dello zio. O di un nonno. Insomma, basta che sia un parente fino al terzo grado. Si può sostituirlo al posto di lavoro, senza che nessuno se la prenda. Anzi, sono tutti contenti. Azienda. Sindacati.
L’INTESA – Succederà nelle filiali della Banca di Credito Cooperativo di Roma grazie ad un’intesa firmata mercoledì sera tra la banca, Federlus (federazioni delle Bcc del Lazio, dell’Umbria e della Sardegna) e le sigle sindacali del credito Fabi, Fisac-Cgil, Fiba-Cisl, Uilca, Sincra-Ugl. In vigore da gennaio 2010 e fino al 31 dicembre 2012, l’accordo coinvolge 76 lavoratori e prevede che in alternativa agli incentivi economici, gli impiegati in fase di prepensionamento potranno scegliere di far entrare in banca al proprio posto un figlio o un parente fino al terzo grado.PRIMA LA SELEZIONE – L’assunzione, certo, non è automatica. Spiega Mauro Pastore, vicedirettore generale della Bcc di Roma: «Con questo accordo (facoltativo) il dipendente rinuncia agli incentivi previsti e fare richiesta alla banca di assunzione del proprio figlio o parente: la banca ne valuta quindi la possibilità di inserimento». Il che significa per il figlio o parente dover affrontare una selezione come tutti gli altri candidati non ‘figli di’. Ma, aggiunge Pastore, «a parità di curriculum, capacità, intelligenza il figlio del dipendente è probabile che venga preferito». Non si tratta di nepotismo, ci tiene a sottolinearlo Pastore. «La nostra è una banca che punta tutto sull’attenzione e sulla relazione con la clientela: è chiaro che chi ha un familiare che da anni lavora con noi, ha una maggiore conoscenza e dimestichezza con il nostro modo di lavorare, per noi quello è un canale preferenziale».
“
Tra l’altro, le solite ambiguità italiane: “L’assunzione, certo, non è automatica”, “a parità di curriculum, capacità, intelligenza il figlio del dipendente è probabile che venga preferito”.
“È probabile …”. E se no a che serve tutto questo? Ma su …


Per me è il sintomo di un paese aggrappato alle paure. La nostra generazione (ho 27 anni) teme di non avere lo stesso benessere dei genitori ed è difficile vivere con la prospettiva che le cose peggioreranno. Ereditare il posto del padre diventa quindi la massima ambizione rimasta a molti.
Per me è semplicemente pazzesco. Questa banca fa due cose: 1) per risparmiare sui compensi (non dei manager ma degli impiegati) sfrutta l’angoscia dei genitori riguardo al futuro dei figli; 2) dimostra disprezzo per i candidati e quindi per i collaboratori, introducendo come elemento di valutazione qualcosa che non c’entra niente con competenza, serietà, meriti personali. Io lavoro per un’altra banca e se dovessi fare una cinica considerazione pro domo mea non potrei che essere contento: ecco una banca che non è destinata a brilare come concorrente nel servizio alla clientela. Però povera Italia.
“ in alternativa agli incentivi economici, gli impiegati in fase di prepensionamento potranno scegliere di far entrare in banca al proprio posto un figlio o un parente fino al terzo grado.”
il tema dell’assunzione dei figli dei dipendenti è un tema antico: negli anni ’70 e ’80 la FIAT in piemonte ne abusava e si sapeva che se “facevi casino” tuo figlio si scordava di lavorare per FIAT (e per i subappaltatori): in Piemonte significava morire di fame …… E’ uno dei motivi per cui FIAT si è affrettata a chiudere le fabbriche in lombardia per aprirle o mantenerle in Campania o Sicilia: in lombardia c’era un mercato del lavoro e la minaccia non attaccava: i figli dei dipendenti potevano aspirare a qualcosa di meglio
Qui siamo ad una fase nuova: la banca deve assumere giovani (laureati e diplomati): perchè non rottamare un ‘vecchio’ (perchè di questo si tratta) risparmiando non solo sulla differenza di stipendio tra un lavoratore anziano (e ocn un contratto vecchio) e uno giovane con un contratto da 1000 euro al mese (il costo del nuovo lavoratore, magari più qualificato) è meno della metà di quello vecchio e gli puoi fare qualsiasi cosa perchè ora avere un posto di lavoro non è ‘normale’ per un laureato serio … e’ un favore, che magari devi pagare con il licenziamento volontario (=prepensionamento senza incentivi … )
ciao
Secondo me lo jus primae (o secundae) noctis c’è già, almeno in qualche palazzo sardo/romano.
Poi quoto in pieno il post di “herr doktor”.
Giovanni
Se tutto ciò capitasse in un’azienda familiare, magari di artigianato, lo avrei pure capito, ma in questo caso risulta davvero impossibile riuscire a dare una spiegazione razionale.
Hanno, di fatto, legalizzato le raccomandazioni… si ritroveranno ad avere dei canoni di efficienza paragonabili a quelli di alcuni uffici pubblici.
veramente questa pratica esisteva già negli anni ’80; mio padre me lo propose ma io scelsi di fare l’università. Chiaramente, essendo del sud, sono emigrato per studiare (Informatica a Pisa + Cefriel) e sono rimasto qui al nord a lavorare. A volte ci ripenso e mi chiedo se ho fatto la cosa giusta…. (quasi sempre rispondo di si’, ma forse sono ancora troppo giovane
un caro saluto
@Alfonso
E’ roba vecchia e molto nota. Nelle banche ci si passa il posto da un pezzo.
E quindi?
Voglio dire che non è una notizia “nuova”. E’ un fatto consolidato, anche con effetti piuttosto buffi.
Per dire, in una banca toscana nota a livello nazionale i concorsi si fanno per persone nate nella città dove ha la sede principale la banca stessa. E se non vado errato, nei concorsi alla Banca d’Italia costituisce titolo l’avere parenti che ci lavorano dentro (ma su questo devo controllare, l’ho visto in un bando e non l’avevo considerato molto in dettaglio).
Non è una notizia bella, ma non è una notizia nuova.
Ius primae noctis? Già che ci siamo, aboliamo anche la commutazione di pacchetto…