“Io, mio figlio e l’arte della fuga” – Scuola&Giovani – Repubblica.it: “Era del tutto evidente, mi pare, che la forma scelta come espediente retorico classico, avesse proprio l’obiettivo di sollecitare un’attenzione meno superficiale su un tema che, come si è visto nella molteplicità e passione degli interventi, premeva sotto la pelle: il possibile destino alla sparizione di un’intera generazione di laureati, condannati se va bene al precariato, in un contesto in cui la crisi ha solo accentuato i problemi, rivelando come regole e meccanismi di mercato siano barriere fragili se la cultura di un Paese si rattrappisce e i valori civili sfumano fino a convertirsi in petizioni senza seguito.
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Questa notizia mi era sfuggita, ieri è uscito un nuovo libro del Prof. Celli (http://iltempo.ilsole24ore.com/spettacoli/2009/12/03/1100393-manager_celli_aiuta_reagire.shtml), per una strana coincidenza pochissimi giorni dopo la pubblicazione dell’articolo su Repubblica. Con questo non voglio sostenere che i due eventi abbiano una correlazione, diciamo che mi spinge a fare qualche riflessione aggiuntiva.
ottimi gusti in materia di libri !