… Redmond!
Ho visitato il lab open source di Microsoft e incontrato il gruppo che opera su questi temi. Tra l’altro proprio oggi è uscita la notizia che il gruppo che ho incontrato si è offerto di lavorare con gli sviluppatori di Firefox per verificare il funzionamento del loro browser su Vista.
Hanno creato un gruppo interessante. Persone con una profonda conoscenza di Unix e Linux. Hanno un lab con tutte le versioni di Linux e Unix (Solaris, …) dove stanno facendo test intensivi di interoperabilità.
Mi hanno detto di essere fortemente committed a creare un clima di massima collaborazione e apertura verso la comunità open source. A questo proposito, ho fatto mia l’obiezione di Stefano Maffulli: se questa è l’intenzione, perchè mettere in campo una batteria di brevetti per attaccare la comunità open source? La risposta mi è parsa molto sincera e aperta. Loro stanno usando i brevetti in forma difensiva, perchè in USA tutti usano i brevetti più improbabili per "succhiare soldi" ai big player (basta vedere Think Secret e quello che subisce continuamente Apple). Loro stessi chiedono una revisione della normativa sui brevetti. Tra l’altro, mi dicono che l’azienda che detiene il più grande numero di brevetti e che ha i tassi di creazione di brevetti più elevato sta sulla costa Est …

Capisco e stimo la motivazione di questo gruppo in MS. chiaramente loro credono veramente a quello che stanno facendo (perchè non dovrebbero? infondo è il loro lavoro) e hanno bisogno di sentirsi importanti all’interno di un grosso gruppo com M$ (giusto, perchè non dovrebbero?).
Tuttavia le logiche di Mamma Micro$soft sono molto più complesse perchè più complessa è la sua realtà: mi ricodo ad un LinuxDay di Roma (mi pare del 2002 o 2003) l’allora capo di Microsot Italia venne (perchè avevmo invitato alcuni politici e senza essere invitato, ma questo non è importante) e dichiarò apertamente che la GPL per microsoft era un cancro e un male assoluto, da combattere in tutti i modi.
Di acqua sotto i ponti ne è passata e siccome il FUD non ha funzionato… stanno cercando altre strategie. Non è escluso che davvero trovino cose da fare nel mondo FLOSS, ma una cosa è certa: non saranno loro a trainare il mercato in quel settore, semmai lo seguiranno.
Fabrizio, capisco che spurgare vent’anni di veleno non sia facile, ma penso sia giusto riconoscere a Microsoft l’intelligenza di seguire l’istinto di sopravvivenza.
Negli anni la casa di Redmond ha fatto molti errori strategici e di valutazione, ma diversi sono stati fisiologici nel senso che era naturale il suo comportamento di opporsi a un cambiamento che l’avrebbe sorpresa in braghe di tela.
Oggi, ha causa di molti fattori, Microsoft si trova di fronte alla scelta “Cambiare o morire” e sembra disposta a cambiare. Certo, non è che può dall’oggi al domani rilasciare il codice di Windows, ma le sue risorse sono notevoli proprio come peso complessivo e gettarle in certi canali di sviluppo potrebbe giovare a tutti.
Poi è ovvio il paradosso relativamente ai brevetti: hanno contribuito a creare un mondo di regole e di cane mangia cane che ormai non controllano più e si trovano a subirne a loro volta gli svantaggi.
[...] Sapete qual’è il problema di tutto questo? Ce il buon vecchio Sam in quello che fà magari ci crede veramente, in un cambio di rotta, in un’apertura, che prima o poi dovrà esserci per non perdere fette consistendi di mercato. In un commento ad un post sull’argomento Cymon dice: Oggi, ha causa di molti fattori, Microsoft si trova di fronte alla scelta “Cambiare o morire” e sembra disposta a cambiare. [...]
Ho visto i vostri commenti e mi sono venuti in mente tanti altri commenti che ho visto su Microsoft.
Devo dire che non capisco come ci possa essere da parte di qualcuno tanta acredine verso Microsoft. Altri hanno fatto delle splendide operazioni di puro marketing per fare credere di essere sostenitori dell’open source e in realtà continuano a fare valanghe di soldi con quello proprietario. Non è vero che IBM "ha capito come fare soldi con l’open source". IBM fa soldi con software proprietario.
Bill Hilf, il General Manager per la platform strategy mi ha raccontato per più di un’ora quello che fanno. È incredibile. Sapete che ci sono i CD con il codice sorgente di Windows distribuiti nelle scuole?
Ma la cosa che mi lascia interdetto è che quando si parla degli "errori strategici di Microsoft" sembra si stia parlando di un’azienda sull’orlo del fallimento. A Redmond hanno oltre 50 building con 13.000 ingegneri e continuano ad assumere.
Ancora peggio, vengono fatti passare come dei delinquenti pentiti che stanno cercando di ritrovare un posto dignitoso nella società. E che diamine!
Certo che per loro la GPL era ed è ancora un problema, E che male c’è a dirlo? Ma non stiamo mica parlando di pedofolia o di violazione dei diritti civili. Per il loro business, loro la vedono come un problema. Perchè forse che le aziende italiane non competono contro "il cancro" delle aziende "low cost" del far east? Nel gruppo che ho incontrato c’erano diversi indiani: non c’è anche là il low-cost dell’informatica che rischia di mandare a casa tutte le software house italiane (open source e non)?
Francamente non riesco a capire come si possa avere questa acredine, per giunta mentre altri con qualche mossa un po’ più furba usano l’open source per i loro interessi economici. E vengono applauditi.
Un attimo, io non ho mai avuto acredine nei confronti di Microsoft, almeno non acredine ideologica.
Quello che volevo dire è che a mio parere Vista sarà l’ultimo Sistema Operativo che ancora gioverà del “monopolio” Microsoft a causa di vari fattori e che quindi, indubbiamente, dopo questo la società si troverà di fronte a un salto nel vuoto.
Non mi è mai piaciuto applicare l’etica alle grandi aziende e mi piace ancor meno applicarla al software, quello che credo è che ora che lo spirito del tempo sta cambiando Microsoft giustamente sta cambiando con esso.
L’errore strategico di fondo che è stato fatto (in parte, ripeto, fisiologico) è stato, ad un certo punto, credere di non dover cambiare mai e rimanere lungamente fermi su una scelta “filosofica” che comunque, si vedeva, cominciava a perdere colpi.
Oggi Microsoft cambia, secondo me avrebbe semplicemente dovuto cominciare un po’ prima.
Cymon, non mi riferivo a te.
Quando vedo che queste persone sono considerate dei fessi o degli illusi perchè "le logiche di mamma M$ (con il dollaro!)" vanno da altre parti mi sembra di vedere Alice nel Paese delle Meraviglie. Non mi riferisco solo a chi ha scritto i commenti su questo blog. Ho visto questi commenti migliaia di volte.
Ma HP, Sun, Oracle, IBM con cosa fanno i soldi? Sapete quanto fatturano rispetto a "M$"? Con l’open source? Ma dove? In quale film di fantasia? Ho intenzione di raccogliere un po’ di dati e scrivere un articolo sul tema. Non è possibile che si continuino a dire certe cose. Credo sia una questione di onestà intellettuale.
[...] Sapete qual’è il problema di tutto questo? Ce il buon vecchio Sam in quello che fà magari ci crede veramente, in un cambio di rotta, in un’apertura, che prima o poi dovrà esserci per non perdere fette consistendi di mercato. In un commento ad un post sull’argomento Cymon dice: Oggi, ha causa di molti fattori, Microsoft si trova di fronte alla scelta “Cambiare o morire” e sembra disposta a cambiare. [...]
sono d’accordo con il prof:
1) Microsoft ha tanti quegli introiti che sopravvivrebbe altri 10 anni anche commettendo errori madornali. è un’azienza che si può permettere di aprire progetti con 500 programmatori, mandarli avanti per due anni e poi buttare tutto a mare. Cosa mai sarà per loro il costo di 500 persone su 13000? Quisquilie e pinzillacchere.
2) IBM fa soldi con il suo software proprietario, usando l’open source come leva per attrarre risorse e progetti verso le loro piattaforme. Almeno, questo sembra, secondo me, l’intenzione (vedi mio post sull’argomento precedente)
saluti
Personalmente non ho dati, solo opinioni personali. L’unico aspetto che posso sottolineare è che mi dà fastidio che ci siano due grossi gruppi di ‘manovali dell’industria informatica’ che si sono attestate stupidamente su posizioni talebane escludendo ‘de facto’ quella apertura mentale che consentirebbe loro di usare strumenti differenti da quelli che difendono a spada tratta.
Come se un falegname litigasse con un’altro perchè ‘la mia sega è meglio della tua’. Seghe mentali invece : anche con VB 1.0 si potevano fare progetti Open Source anche se lo strumento utilizzato non lo era.
Con Java della Sun si sono prodotti tonnellate e tonnellate di progetti Open Source senza che la Virtual Machine fosse essa stessa Open Source. Non vedo il problema !
Per molti sembra invece fondamentale avere un tool di sviluppo sempre ‘al top’ e quindi poterci mettere le mani dentro fino nei più reconditi meccanismi è il modo più veloce per ottimizzare, aggiungere caratteristiche e così via, ma farlo significa dover ri-fare quelle verifiche che ne attestino l’affidabilità e l’efficienza e quindi impegnare altro tempo, cioè fare un investimento in tal senso.
Se lo vedo giustificato per progetti di una certa importanza e con ritorni economici che coprano questa scelta, signori mi spiace ma per progetti routinari non ne vedo l’utilità.
Forse che per ogni lavoro che deve fare il falegname modifica la sua sega ? E quante volte gli si romperà durante il lavoro ? E quanto gli costa in tempo e soldi ? E quindi quanto dovrà far pagare il lavoro al cliente ? Se il falegname mi fa pagare un tavolaccio da lavoro come un ‘salotto buono’, gli lascio il tavolaccio e vado da un altro, ed il ragionamento lo fa qualunque cliente che vede i preventivi di qualunque servizio ed il conto finale.
Senza polemiche, naturalmente, perchè è solo il mio personale parere e comunque aspetto di leggere l’articolo di Alfonso quando sarà pronto. Di sicuro sarà meno talebano di me.
Solo una questione personale e nulla più.
Forse le mie posizioni sono eccessivamente critiche ed oltransiste, e dovrei tornare “dal paese delle meraviglie” quando faccio certi commenti su un’azienda che in quanto tale deve fatturare per andare avanti e Microsoft ci riesce benissimo.
Ma odio, letteralmente odio, la gestione delle informazioni da parte di quest’azienda (come di molte altre) ma forse rientra espressamente nel discorso di cui sopra.
Sempre personalmente parlando, ho avuto a che fare in più d’un occasione con persone afferenti a Microsoft (da un punto di vista di stipendio) e ce ne fosse stato mai uno che in virtù di evidenti fatti, l’avesse mai criticata o si fosse degnato di intraprendere una discussione “aperta”, e questo, mi è stato fatto intendere, dipende da mal celati dictat aziendali (e qui parliamo di Microsoft Italia).
Tanto IBM quanto la citata Sun e così via, fanno dell’opensource più che “una questione di soldi” una questione di business, o meglio, ripeto com’è stato detto, un qualcosa che riesce ad alimentare il loro core business, che rimane e rimarrà sempre legacy ed immutabile (fatto salvo i micro spostamenti imposti dai vari business plan).
Diciamo, sempre con un IMHO davanti, che M$ (e non Microsoft) rappresenta più di tutte questo sistema che sinceramente depreco per una questione ideologia.
Aprire il codice sorgente non equivale a rendere un prodotto open, è il modo di costruire software “non entusiastico” che, se mi permettete, disprezzo.
E non ne faccio una questione di tool di sviluppo, VS2005 comincia ad essere un prodotto competitivo rispetto ad Eclipse, è il metodo che deve essere “open”, con la considisione della conoscenza, con il coinvolgimento delle persone (curiosi e tecnici) e così via …
Fino a poco tempo fà per ricevere in visione il codise sorgente di Windows si dovevano accettare condizioni di segretezza inenarrabili, e si doveva essere necessariamente un ente governativo, adesso mi giunge notizia che c’è anche nelle scuole, ed un mio amico MVP mi dice che presto sarà disponibile anche per loro… è una buona cosa per carità, ma quanto è dettato dai problemi legali legati alle accuse di monopolio e quando ad un vero cambiamento nella catena di produzione della conoscenza?
Un’altra cosa che ho sempre “rimproverato” a Microsoft è il suo eccesivo centralismo. Microsoft è una Corp, una multinazionale ma lo sviluppo di tutto il software avviene solo ed esclusivamente a Redmond perchè?
Infondo che problema ci sarebbe a far sviluppare il codice in India, in qualsiasi altra parte del mondo o agli MVP spessi (scelti da Microsoft)? Sono ancora utopie le mie? O semplicemente mi sto auto escludendo dal cosmo degli imprenditori del software per le mie idee?
Concludo altrimenti potrei andare avanti all’infinito ma in ultimo vorrei segnalare un link di una ben argomentata la risposta sul “perchè la gente odi microsoft”
stefano ha ragione da vendere……..
si tratta di due mondi. E sono completamente diversi.
Chi chiede un tool di sviluppo per “rompere le black box” e inventare nuovi linguaggi, tipicamente viene dal mondo UNIX, non ha problemi di dover consegnare un prodotto funzionante il giorno X -che se no perde quote di mercato.. e così via.
mi sembra che si tratti di un retaggio di quello che io chiamo “la concezione UNIX”: nella concezione unix, non è importante l’utente finale – l’importante è il programmatore. e di solito il programmatore produce software per altri programmatori. Non per Nonna Papera.
Ho l’impressione che gli ambienti che hanno questo retaggio “alla unix” hanno capito invece, che il mondo è fatto al 99% di Nonne Papere. Non di hacker 17enni che vogliono la console riprogramabile per interfacciare il loro X-BOX al forno a microonde…….
Forse è questo il motivo dell’astio.
Io dico che sono necessari entrambi i mondi, l’importante è capire bene la differenza che li separa.
Bill “il grande”, per quanto sia odioso, è stato tra i primi a capirlo.. (in realtà prima ancora Jobs e Wozniak ci erano andati vicino, ma non sono stati abbastanza capaci a ottenere in breve tempo il fatidico “milione di utenti”)
L’idea di portare gioia e letizia nel mondo dell’informatica diffondendo entusiasmo sarà anche carina, ma non mi sembra abbia gran numero di riscontri pratici. Vorrei capire cosa vuol dire costruire software in modo entusiastico. Oh si, io mi entusiasmo molto a scrivere codice, ma sono malato, credevo fosse una patologia psichiatrica…
Per quello che riguarda il metodo non vedo perchè DEVE essere open. Non vedo quale diritto inalienabile dell’uomo gli permetta di pretendere di essere coinvolto nello sviluppo delle cose.
Io vorrei la formula della Coca Cola, avrei anche più motivazioni visto che la bevo e se la fanno con la nafta evidentemente bene non fa, però non è così che funziona il mondo. Il mondo in generale.
Perchè il software dovrebbe girare in un altro modo? Solo perché esistono più smanettoni che pasticciano col codice di quanti abbiano il piccolo chimico?
“Solo perché esistono più smanettoni che pasticciano col codice di quanti abbiano il piccolo chimico?”…
Solo una parola: GRANDE!
Attilio
L’astio nei confronti di Microsoft deriva in gran parte dal nervosismo e dalla frustrazione provati dagli utenti quando Windows gli si inchiodava davanti per la terza volta in una giornata o quando dovevano aggiornare per la milionesima volta Internet Explorer.
Non si può negare che in passato Microsoft si sia permessa di lanciare sul mercato prodotti talmente incompleti che un’azienda seria non considererebbe nemmeno delle alpha release. Vi ricorderete tutti di Windows Millenium…ecco cose come quella rovinano l’immagine di un’azienda.
Se a questo aggiungiamo la causa intrapresa contro Netscape, il furto di idee alla Apple, l’imitazione forzata di ogni nuovo prodotto software lanciato da qualsiasi altra azienda nel mondo, è facile capire perché il sentimento di disprezzo nei confronti di M$ è tanto diffuso.
Per essere del tutto obiettivo devo però riconoscere che negli ultimi anni Microsoft si è impegnata moltissimo per migliorare i suoi prodotti e i risultati si sono visti. Non trovo Windows XP soddisfacente come Tiger, però non posso negare che il passo avanti rispetto a Windows 98/Me sia stato gigantesco (e questo discorso si può applicare a tantissimi altri prodotti marchiati Microsoft). Se vanno avanti così forse in futuro la gente comune smetterà di vedere il Big di Redmond come un mostro nell’industria dell’informatica.
Per quel che riguarda l’odio specifico da parte della comunità Open Source, beh credo che per quello non si possa fare proprio nulla. Hanno due visioni completamente diverse del software, quando l’argomento di discuzzione è il software stesso non si possono evitare le polemiche. Le discussioni sono un po’ come quelle tra Destra e Sinistra in Politica, o come quelle tra uno Juventino e un Milanista: nella maggior parte dei casi non portano da nessuna parte e si riducono a inconcludenti litigi, poiché nessuna delle due parti prende minimamente in considerazione la possibilità che l’altro stia dicendo qualcosa di giusto. Da parte sua Microsoft ha almeno fatto il passo (sul serio o per finta lo decideranno i fatti di cui saremo testimoni nei prossimi anni) di togliersi i tappi dalle orecchie per provare cosa il mondo dell’Open Source ha da offrire (ovviamente sempre per far profitto, questo è il suo scopo in quanto azienda, quindi chi pretende che Microsoft si metta a regalare software senza trarne profitto non ha ben chiaro quello che fa un’azienda…) perciò invece di criticare come sempre si potrebbe provare ad aspettare di vedere i risultati prima di proferire sentenze definitive.
Andrea,
ti capisco…. prova a leggere il mio post sul mondo UNIX: il punto è che la gente come noi (mi ci metto anch’io), è sempre tentata di “rompere le black box” che ci sono nel software. Cioè tradotto letteralmente “rompere le scatole”
guarda, la somiglianza di parole forse non è accidentale.
Rompere continuamente le black box, per una software house nella maggior parte dei casi comporta quasi solo svantaggi: tempo perso, utenti insoddisfatti, fatturato in calo, licenziamenti ,…
Non solo, ma addirittura pretendiamo che le software house pubblichino il sorgente dei loro prodotti…
Questa è pura follia.
Secondo te l’airbus pubblicherà mai i progetti dei suoi aerei?
A Milano abbiamo il famoso panettone delle tre Marie. Secondo alle tre Marie sono così stupidi da pubblicare la loro ricetta?
Anche la questione della centralità: se loro pensano sia meglio che gli sviluppatori stiano tutti assieme nello stesso posto, è una loro decisione aziendale, avranno i loro validi motivi…
Come mai non vai a chiedere alle Tre Marie perchè i panettoni non li producono in Marocco dove costerebbe meno, e lo chiedi a Microsoft?…. Per loro è meglio così, non sono neanche tenuti a rispondere su queste cose.
Ma poi soprattutto, il punto è: una volta che abbiamo in mano i sorgenti di windows e di excel, che ce ne facciamo?
Rifacciamo un’altro excel? a che pro? Ne esiste già uno! La gente non cambierà un excel con un’altro excel. O un windows di microsoft con un’altro windows.
La gente vuole cose nuove. Veramente nuove. Non vuole altri excel o altri word.
Quindi, smettiamola di chiedere alle multinazionali di aprirci i loro sorgenti.
Invece, usiamo i loro strumenti per inventare cose nuove.
Questo si, che è interessante e costruisce progresso.
Se un giorno ritenessi che la ricetta della CocaCola o del panettone Tre Marie, possano essere migliorati per trarre giovamento alla mia salute (
) comincerei col leggere quello che c’è scritto sull’etichetta e poi magari chiedere di sostituire quel colorante con qualcosa di più naturale o quel tipo di zucchero con qualcosa di più appetevole, anche perchè magari mi sentirei in grado di portare un miglioramento al prodotto sia per me che per gli altri (interpretatelo per favore nell’ottica de “The Cathedral and the Bazaar”di Eric S. Raymond, non mi ritengo un così bravo chimico o pasticcere d’avere la pretesa di poter migliorare prodotti che la massa ritiene eccelleti, tanto meno il software
)
Ma certo … non è assolutamente detto che l’azienda mi debba dar retta …
Per chiarire quanto sopra:
“Aprire il codice sorgente non equivale a rendere un prodotto open, è il modo di costruire software “non entusiastico” che, se mi permettete, disprezzo.” consiglio la lettura di un bel saggio intitolato “L’etica hacker e lo spirito dell’età dell’informazione.” di Pekka Himmanen (per favore non facciamo facili commenti) e vi lascio inoltre una recensione del libro in questione.
Mi ripeto allo strenuo delle forze, fondamentalmente non ritengo necessario “vedere” il codice sorgente di un qualsiasi prodotto, ma quello che ritengo fondamentale è che il metodo sia “open” … ma ritengo che in un ottica aziendale fondata sulla visione weberiana dello spirito capitalista tutto questo sia impossibile da realizzare …
… personalmente però ci provo!
Io sono il primo a credere che i concetti alla base della cultura hacker siano molto affascinanti e che abbiano del potenziale. Quello che però comprendo a stento è come una struttura del genere possa interfacciarsi col resto dell’economia e, in generale, col mondo dell’IT.
Il punto fondamentale è che gli hacker fanno quello che fanno perchè gli piace, ne vengono gratificati e vogliono farlo. Ok, ma le cose pallose chi le realizza?
Ad ogni modo comunque ormai la discussione sta andando alla deriva un po’ troppo lontano dal post.
[..]Interessante il post del Prof. Alfonso Fuggetta dei due giorni passati a Redmond a visitare il lab open source di Microsoft. Vi consiglio di non tralasciare la lettura dei commenti, ad esempio non sapevo nulla sull’esistenza dei CD con il codice sorgente di Windows distribuiti nelle scuole[..]
Seguo fin dall’inizio il progetto ironPython di Jim Hugunin che è stato assunto dalla Microsoft e che ha avuto un notevole supporto da parte della comunità pythoniana. Appartengo a quelli che ritengono una buona notizia il fatto che anche “l’impero del male” abbia dovuto riconoscere che la logica Open Source funziona meglio nello sviluppo del software.
D’altra parte quel che interessa a noi è che si possa programmare ogni sistema secondo il modello che più ci convince e poter usare python dentro la piattaforma .Net “nativamente”, con una stretta integrazione con il C# in senso bidirezionale, è una cosa assai interessante per chiunque abbia un pò di cervello.
“la logica Open Source funziona meglio nello sviluppo del software”
Secondo me non è vero che Microsoft ha riconosciuto questa cosa. Peraltro ribadisco che questa affermazione non ha alcun fondamento tecnico-scientifico.