Porcupine Tree

Stasera sono andato al concerto dei Porcupine Tree. È uno dei gruppi che preferisco. Avevano cominciato la loro carriera con delle influenze psichedeliche alla Pink Floyd. Ultimamente invece sono diventati molto più duri. Peraltro, negli album in studio c’è un buon equilibrio tra le diverse influenze.

Il concerto però mi ha deluso. Primo, sono eccessivamente hard, molto più che negli album, e perdono un sacco del loro fascino e originalità. Secondo, non hanno suonato le loro canzoni migliori.

Delusione.

 

15 Responses to “Porcupine Tree”

  1. Matz says:

    Wow!
    Io non li conosco tantissimo, ma ho un loro album (In Absentia), mi piace molto e sicuramente ci sarei andato al concerto se ora fossi in Italia (ma sono a Goteborg per Erasmus..)!!!
    Ma se ti piacciono i PT allora ti consiglio:
    - A Natural Disaster degli Anathema (rock e psichedelico);
    - Planetary Confinment degli Antimatter (rock calmo);
    - Happy Songs for Happy People dei Mogwai (rock psichedelico);
    - Reflections of the I, Winds (metal d’avanguardia/progressivo).

    Poi magari ti fanno schifo tutti e quattro oppure li conosci già..
    ..però secondo me hanno alcune sonorità che ricordano i PT di In Absentia..almeno, per me! :)

    Ciao

  2. Marco says:

    Ancora in lacrime, faccio fatica ad accettare di esser stato male e pertanto di non esserci andato… :(

    Ho ascoltato In Absentia e mi ha affascinato quell’accostamento di parti dure e “metalliche” a parti stra-melodiche e leggere (in particolare nel primo brano dell’album sopra citato), cioè il sacro e il profano :D scherzo. Mi piace molto anche la loro ricerca dei suoni che sfociano nell’ambient.

    Ciao a tutti

  3. A me In Absentia piace molto. In questo momento sto ascoltando Stupid Dreams (li ho tutti tranne il secondo).

    Dei PT a me piace più il suono psichedelico alla Pink Floyd. Apprezzo anche le parti hard quando però non sono fini a se stesse. Mi spiego.

    Ho appena comprato tre dischi che sulle classifiche di Progressive Archive sono considerati tra i primi 100:

    Opeth: Still Life
    Tool: Lateralus e Aenima.

    Hanno degli stimoli carini, ma francamente il death growl (si chiama così) usato dagli Opeth mi distuba. Così come certe esagerazioni hard-metal fini a se stesse dei Tool.

  4. Alberto says:

    Anch’io ieri ero al concerto. Devo dire che a me non è dispiaciuto.
    Bella la prima parte con pezzi per il nuovo album, alcuni dei quali molto interessanti già al primo ascolto.
    Nella seconda parte (con brani tratti prevalentemente dagli ultimi due album) in effetti per alcuni pezzi si perdeva un po della loro originalità, ma altri devo dire che li ho trovati più suggestivi dal vivo, tipo “arriving somewhere but not here”.
    La scelta dei brani poi ha seguito abbastanza le mie preferenze…ma ovviamente qui si entra nei gusti personali :)
    Ciao a tutti, Alberto! :D

  5. Riccardo says:

    Non so se lo conoscete, ma il sito
    http://www.allmusic.com/
    e’ un database di artisti e gruppi enorme.

    Un altro e’ http://www.pandora.com/
    dove basta immettere una canzone preferita
    e viene creata una stazione radio virtuale
    che trasmette solo canzoni simili a quella
    immessa…e’ l’ideale per scoprire nuovi
    gruppi.

  6. Matz says:

    Che acquisti alfonso!
    I tool e gli opeth sono sicuramente tra i miei gruppi preferiti!
    se th disturbano i pezzi più death degli opeth, ma ti piacciono quelli più soft e con la voce pulita prova Damnation, cd unico nella loro discografia.
    per i tool, invece, nn saprei: lateralus è uno dei cd più strani e avanti che ho e sicuramente un solo ascolto non basta. hanno ritmi e atmosfere molto particolari..
    molto bello è anche l’ultimo 10000 Days.. forse ha pezzi meno hard di lateralus..

  7. pietro says:

    HO ASCOLTATO “IN ABSENTIA” MA MI SEMBRA CHE DA “The Sky Moves Sideways” SIANO CAMBIATI ECCESSIVAMENTE, RIDUCENDOSI AD UN ROCK ABBASTANZA SCONTATO.
    FORSE PERCHè SONO UN SEGUACE DEI POPOL VUH….

  8. Pietro,

    anch’io preferivo quel periodo. Anche se continuano a piacermi, almeno fino a In Absentia. Deadwing già meno. Non lo chiamerei scontato, comunque, almeno per me.

  9. matz's friend says:

    Non penso siano andati lontano dal concerto visto da me a trezzo sull’adda non molto tempo fa.
    Qui la recensione di un amico:

    Partiamo dal lato negativo, visto che sono un rompiballe. Il lato
    negativo è tutto o quasi a carico del live club: il concerto è iniziato
    alle 23.30. troppo tardi, cavolo, la gente era stanchissima e dolorante,
    e il poevro Steven Wilson ha detto che siamo stati la quietest
    audience…e ce credo, all’una di notte del venerdì siamo stanchi, io
    per primo. il gruppo di spalla nn m è piaciuto, impastato e a volumi
    decisamente eccessivi, una ronza fastidiosa come quando una donna ti
    parla di moda (non me ne vogliano le donne, ma sapete che nel crvello
    maschile quando si fano questi discorsi compare un omino cn martello
    pneumatico che inizia a lavorare…).

    Altra dnota dolente, che per me ha significato iniziare la serata co0n
    una lacrimuccia, i cd dentro costavano 20 euri. eccessivo, di solito il
    merchandising dentro al concerto dovrebbe costare meno, hai già cacciato
    il biglietto.
    Ultima nota dolente: il costo. sono un po’ stufo di cacciare 23 euri per
    un concerto, una volta quei soldi si pagavano solo x gruppi del calibro
    dei Maiden…vabbè. bisogna boicottare, io sto andando il meno possibile
    (però quando ce vuole ce vuole…)

    veniamo alle note positive, molte di + e + pesanti: ci siamo persi
    nell’arrivare al live club, complice una deviazione per lavori e un’auto
    con tanti bei travoni che ci seguiva…sospettiamo che MK, dopo averci
    lasciati a casa, si sia lanciato, a bordo della fantastica nuova panda,
    a un rendez vous con l’amico/a patrizia…

    Il concerto: i porcupini fanno un genere strano, e decisamente
    interessante. Non li avevo mai visti, ed è stato un peccato.
    Dal vivo si sono rivelati chirurgicamente precisi, ma non per questo
    privi di groove e tiro. è stata proprio questa una cosa che mi ha
    colpito: pur facendo un genere ‘estremo’ (niente growl, però distorsione
    a manetta e ritmiche serrate, pure senza doppia cassa), sono uno dei
    pochissimi gruppi che ho sentito ad avere un gran tiro. e questo di per
    se’ ripaga il prezzo del biglietto. Una sezione ritmica mai vista, forse
    un po’ troppo rpesente nel mix a scapito delle chitarre, relegate un po’
    indietro (nonostante noi fossimo praticamente davanti alle casse del PA,
    per cui gli alti arrivano a manetta sul collo). I suoni decisamente
    buoni, meglio all’inizio che alla fine, ma tutto ben presente e udibile
    anche nelle sfumature.
    Dicevo della sezione ritmica: un drumming tra i migliori mai sentiti
    (portnoy, vai a fargli una pippa. con tutto il rispetto, gavin harrison
    riempie ogni battuta con lo stesso quntitativo di roba, ma con una
    classe che il blasonato teatrante del sogno si scorda. Ma soprattutto,
    non riempie sempre tutto (vero matte?:-)), ma ha un fraseggio davvero
    raro, le cose giuste al punto giusto. ultima cosa: il tocco. complici i
    suoni probabilmente, ma aveva un tocco davvero raro), e un bassista
    ll’altezza (si dice che il bassista sia ormai santo: aveva
    un’espressione beata e sorridente, o si era fatto una stracanna, o vede
    cose che non vediamo…), suono caldo e groove millimetrico con la
    batteria. Se poi ci mettete che suonano brani il cui sognwriting è una
    spanna sopra, capirete perchè sono così entusiasta.
    Chitarre non da meno, con ampio uso di effetti ma anche con suoni
    veramente ben fatti. Penso che usino Pod o altri emulatori di testate,
    anche perchè usano ua quantità di effettistica impressionante. comunque
    iottimi suoni, sia come programmazione che come uso. bravi. Il
    tastierista è il padre di Steven secondo noi (con nome falso, il cognome
    non corrisponde), è uguale ma vecchio, però dava quel tappetone di fondo
    necessario perchè i chitarristi facessero le loro porcate. Voce molto
    be usata ed effettata, bravi bravi bravi, anche se in qualche momento
    qualche sbavatura c’è stata, ma chissenefrega, è andata bene così.
    Ottimissimi invece i cori, presi sempre al volo tra i due chitarristi e
    una terza voce registrata, efficaci e mai così belli dal vivo. Rhapsody,
    segnate e incassate, altro che symphonic choir…
    Tutto quanto suonato col click (altrimenti non spieghimo la terza voce
    nei cori), e questo è una nota ulteriore di merito, dato che non c’è
    stata la sensazione di quadratezza tipica di quando si suona col click.
    bravi.

    Nota positiva: per tutta la durata del concerto sono stati proiettati
    video che seguivano la canzone alle spalle della band. Uno spettacolo
    visivo che non ha sopravanzato quello musicale, ma che sicuramente è
    stato un’ottimo accompagnamento.
    In definitiva, un ottimo concerto. da rivedere dal vivo, davvero
    complimenti, specie per suoni e groove. Pochi gruppi ottengono questo in
    concerto. ottimo.

    da conoscere sicuramente èer chi non conosce, da vedere dal vivo per chi
    conosce.

  10. Che ne pensate dei Riverside?

  11. Marco says:

    :)

    Mi è capitato di ascoltarli recentemente.. non ho un’opinione definita.. ho solo sentito alcuni pezzi tra cui “Loose Heart”, “The time I was daydreaming” e “After”.

    In generale non mi sembrano dei mostri della tecnica, ma non è per nulla importante, perché mi comunicano molto anche così. Apprezzo molto la scelta dei suoni (niente di complicato ma efficace) ma soprattutto le linee melodiche vocali del cantante. Mi ha stupito molto il finale di Loose Heart… da’ una carica… e non me lo sarei mai aspettato… apprezzo queste cose. Ma il top secondo me è After… un miscuglio di sensazioni… forse dovuto anche dal miscuglio di sonorità che nella mia mente ricollego a sensazioni particolari evocate da generi diversi… non conosco molta musica in generale, e devo dire che mi hanno stupito con questo brano. Se conoscete gruppi che creano musiche simili sono MOLTO interessato a scoprirli :P

    Comunque, in due parole i Riverside per me sono:
    - semplici
    - comunicativi

    Ovviamente considerando che non ho ascoltato album interi ma solo pochi brani.

    Ciao a tutti!

  12. Io ho tutti e due i dischi. Non mi dispiacciono.

  13. Niki says:

    Io sono un appassionato dei Porcupine, anche se da poco tempo, ed ho solo gli ultimi due cd…La cosa che mi ha colpito subito di questo gruppo è il groove di Gavin Harrison (che io ritengo uno dei migliori batteristi in circolazione) esegue sempre la cosa giusta, nel momento giusto e nel modo migliore…Un vero e proprio mostro. Purtroppo non sono potuto andare a vedermi il concerto di Roma perchè ero fuori, sarà per la prossima volta

  14. Francesco says:

    Arrivo con estremo ritardo, lo ammetto, ma ignoravo questo blog! Adoro i Porcupine Tree dalla loro uscita ad oggi. Trovo che la loro summa sia stata con The Sky Moves Sideways. Sto ascoltando Fear of a blank planet che è davvero bello (soprattutto pensando che è il primo concept disc del gruppo).
    Riverside: trovo che il disco migliore sia il primo (che ho reperito direttamente alla fonte andando in Polonia) OUT OF MYSELF che è anche il primo della trilogia (un concept spalmato su tre dischi in pratica). Se vi piacciono le gesta di Duda date un’occhiata anche agli INDUKTI sempre polacchi, davvero impressionanti soprattutto negli strumentali.
    In Italia sul filone dei Porcupine Tree trovate l’ottimo disco d’esordio dei NOSOUND “SOL 29″….disco da avere a tutti i costi a chi piaciono i PT vecchia maniera, e l’eccelentissimo disco di Stefano Panunzi “timelines”. Due vere perle tutte made in Italy da non farsi davvero scappare.
    :)

  15. Francesco says:

    Vorrei aggiungere a chi ha pochi soldi in tasca di scaricarsi, direttamente dal loro sito, il secondo disco degli Hydria Space Folk (grande musica gratis in pratica) che ricordano tanto i mitici Ozric Tentacles, e “red shift” degli Omnia Opera (oramai spariti nel nulla!!!)

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