Io non penso certo che la Fiat e Marchionne siano dei missionari. Pensano ai loro interessi, come è ovvio che sia. Ma stanno dimostrando di avere acquisito, mi pare, una mentalità industriale. E hanno dimostrato che pensando in modo industrialmente serio, si può risanare e creare lavoro.
Bisognerebbe riflettere su queste cose.
Qui Chrysler. Obama a Marchionne: «Sergio, ti ringrazio davvero per quello che hai fatto» – Il Sole 24 ORE: “DETROIT – Le ola delle tute blu, come allo stadio. La musica del Boss, Born in the Usa. Ma anche dei più docili, ed europei, Coldplay. L’accoglienza per il presidente americano Barack Obama nella fabbrica di Jefferson North, dove la Chrysler di Sergio Marchionne produce la Jeep Grand Cherokee, è da rock star. «È la prima macchina nuova che ho comprato in vita mia», ha svelato il presidente sapendo di stuzzicare l’orgoglio dei millecinquecento operai iscritti allo storico sindacato di categoria Uaw sistemati al centro del grande complesso. «Sergio, grazie davvero per il lavoro che hai fatto qui», ha detto Obama a Marchionne.
Obama e Marchionne. Le due star della giornata. I dipendenti hanno fatto la fila per una foto con l’uno e con l’altro. In maniche di camicia il primo. Col pullover blu d’ordinanza il secondo. Un anno fa Chrysler era in bancarotta. Ora i due annunciano che il piano elaborato da Marchionne, finanziato da Obama e approvato dai sindacati sta funzionando. A Jefferson North, è stato aggiunto un secondo turno, quando solitamente in estate la produzione scende. Mille e cento persone sono state assunte per produrre la nuova Grand Cherokee 2011 («la migliore vettura mai prodotta da Chrysler», secondo Marchionne). Lo stabilimento di Sterling Heights, che avrebbe dovuto chiudere nel 2012, resterà aperto e nei primi mesi dell’anno assumerà 900 persone. Chrysler produce utile operativo (il secondo sarà annunciato il 9 agosto). Si comincia a parlare di quotazione in Borsa. Il debito con il governo inizia a essere ripagato.
«Non so se da questa giornata arrivi un messaggio per Pomigliano – ha detto Marchionne ai giornalisti al termine del discorso del presidente – Penso sia un riconoscimento che ci potevano essere giorni peggiori. Per arrivare a questo punto era necessario ripartire da zero e ristrutturare. In questa ristrutturazione è stato importante il ruolo del governo americano». In Italia, ha aggiunto Marchionne, «Fiat rappresenta diverse cose: le nostre responsabilità vanno al di là di quelle di una casa automobilistica. Nel contesto italiano, Fiat svolge il ruolo che qui invece ha il governo. È questo lo spirito di Fabbrica Italia. Spero che la gente impegnata in questa discussione riconosca il ruolo che stiamo giocando. Il resto del mondo vede l’industria automobilistica in modo diverso. Noi non possiamo essere diversi, particolari, chiedere ogni giorno un trattamento speciale. Il mondo è piatto, dobbiamo riconoscerlo. È una grande, grandissima, scommessa. Spero che il paese sia all’altezza».”


Una delle differenze più grandi fra la fiat. E la chrysler e’ il ruolo della politica e’ del sindacato.
Da noi la politica non c’e’ (chi e’ il ministro dello sviluppo economico) e il sindacato (almeno la cgil) cerca ancora di comportarsi come sempre
Certo, se ricordo bene c’è da aggiungere che hanno accettato uno stipendio *dimezzato* sulle nuovi assunzioni, pur di non rimanere senza lavoro.
Dura da ingoiare, non vorrei essere al loro posto.
Beh, meglio quello o il fallimento? Intanto ora stanno riassumendo.
certo che è meglio.
a me sembra che i sindacati italiani partono dal presupposto che l’azionista-padrone ha comunque troppi soldi e che farebbe meglio a darli agli operai.
Senza contare il fatto che -sempre secondo loro- a fallimento li hanno portati politici, dirigenti, imprenditori, famiglie capitaliste,….. insomma sicuramente non loro.
E questo secondo me è sostanzialmente vero.
Su che base saranno i contratti stipulati da Fabbrica Italia ?
Visto che è un’azienda che non aderisce ad un Contratto Nazionale e oggi per non chiudere le fabbriche qui può dire ai lavoratori ‘o così o fuori dalle balle’ chi farà da garante del rispetto dei termini dei contratti ?
Senza una definizione delle regole contrattuali fra le parti ed il rispetto da parte di entrambi è il lavoratore che diviene automaticamente il soggetto debole in quanto l’Azienda ha mezzi ben più ampi dei suoi per agire, inclusa la possibilità di sopprimere il posto di lavoro senza nessuna motivazione effettiva.
Ancor di più mancando un Contratto Nazionale che fornisce un ‘framework’ di regole che entrambi devono seguire, un’Azienda può valersi di un (costoso) consulto legale per la formulazione dei contratti, mentre un lavoratore, magari in necessità, non potrebbe permettersi questo consulto e rischierebbe un contratto capestro.
Giustamente Alfonso dice che Fiat e Marchionne non sono missionari, ma eccedere nel senso opposto direi che è altrettanto grave.
In fin dei conti le automobili (oltre agli altri beni) in Italia le comprano principalmente le persone che hanno degli stipendi in Italia.
Riduci quelli o licenzi e .. riduci le vendite.
Direi lapalissiano.
Hai ragione, ma forzare un rispetto delle professionalità e dei contratti non funziona facendo leva sulla legge.
Alla fine non funziona.. Non ha mai veramente funzionato..
A mio avviso c’è un solo modo efficace di forzare il rispetto dei termini: un sano mercato del lavoro. In Italia quel poco che c’è, funziona totalmente a conoscenze e relazioni…. e ormai neppure quello.