Nei rapporti con le persone mi accorgo che, al di là della cortesia di facciata, prevale sempre più la logica del sospetto: "ma che cosa vorrà ottenere? perchè si comporta così? avrà certamente un suo fine!" Andreotti lo tradusse nel magistrale "a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca".
Per certi versi, è qualcosa di inevitabile. Non è pensabile che si sia tutti così candidi e sinceri da eliminare qualunque sospetto o retropensiero. Esiste anche una propria sfera di sentimenti e idee che è giusto tenere per sè.
Ma quella che una volta poteva essere considerata una fisiologica riservatezza, oggi è diventata una sistematica finzione. Pochi dicono quello che pensano e ancora meno sono quelli che fanno quello che dicono e che realmente pensano. Per quello che vedo io, ciò provoca una continua rincorsa al ribasso: si pensa sempre più a difendersi e a tenere nascosti i veri sentimenti e pensieri.
Io credo che ci serve un po’ di sana ingenuità nel senso del biblico "siate come dei bambini" o dell’altro detto biblico "il vostro parlare sia si si o no no: tutto il resto è inutile". Non credo sia un’ingenua semplificazione. È una di quelle discontinuità delle quali avremmo disperatamente bisogno.


a pensar male purtroppo ci si azzecca al 99% delle volte… purtroppo
e quello 0,1% delle volte che ti fidi… matematicamente vieni “pugnalato alle spalle”
oramai di default do’ fiducia… al primo sgarro inizio a pensare male… al secondo chiudo ogni contatto
Io non avverto questo. Penso diversamente: il mio default è la collaborazione e la sincerità sia nell’altro che verso l’altro. Fino a prova contraria.
Non ho mai preso grosse delusioni da questo atteggiamento, anzi… direi soddisfazioni e vantaggi. Forse perchè lavoro in un ambiente disteso e collaborativo ? Forse… ma dipende anche dall’atteggiamento personale.
Forse perchè non mi accorgo, oppure sorvolo troppo sulle fregature che ricevo ? Non so… ma è meglio così. Vivo piu sereno e non mi lamento.
Alfonso concordo.
La trasparenza sarebbe il carburante ideale per far funzionare, al meglio nell’ambito personale e professionale, i rapporti fra le persone.
Spesso non si tratta di pensare male, ma pesare gli interlocutori per quello che sono.
Meglio essere definiti “solari” ( che non si coniuga con ingenui ) piuttosto che “falsi” o peggio “cortigiani” di qualcuno.
Saluti.
Alberto Claudio Tremolada
alberto@bloggeraus.com
I miei due cents a questa discussione, davvero interessante.
Lo psicologo sociale Rosenthal ha scoperto che in realtà le nostre aspettative influenzano fortemente le relazioni con gli altri.
In altre parole, la mia profezia sugli altri tende ad autorealizzarsi. Se profetizzo che qualcuno mi tradirà, da quel momento metto in atto una serie di strategie relazionali che portano il rapporto verso la conclusione che io, invece, vorrei evitare.
Questa dinamica viene chiamata “Effetto Pigmalione”.
Queste argomentazioni, più in dettaglio, qui: http://www.lucabaiguini.com/blog/2006/12/30/pigmalione.html
Buon 2007 a tutti
Luca
[...] post sul blog di Alfonso Fuggetta mi ha ricordato l’importanza di quello che gli psicologi chiamano [...]