May.30.2011
by Alfonso
Chi siamo e chi vogliamo essere
Questo è il testo di una mail che ho scritto sabato ai miei colleghi:
Ieri sera ho rivisto per l’ennesima volta un film che mi piace molto: “Il signore degli anelli – Il ritorno del Re”.
Alla fine Frodo medita su alcune parole:
Come fai a raccogliere le fila di una vecchia vita… come fai ad andare avanti… quando nel tuo cuore cominci a capire… che non si torna indietro… ci sono cose che il tempo non può accomodare, ferite talmente profonde che lasciano un segno.
Poi Frodo parte con Gandalf e gli Elfi, salutando per sempre con un sorriso i suoi amici Sam, Merry e Pipino.
Sono parole che mi fanno sempre riflettere. Spesso le ho sentite interpretare come se si trattasse di una ineluttabile necessità di accettare i colpi della vita, un sentimento di umana rassegnazione.
Per me hanno un altro significato.
Ho la sensazione che troppo spesso abbiamo paura di accettare e riconoscere le nostre ferite in quanto segni di quei frammenti della nostra storia dove abbiamo sofferto o dove non abbiamo avuto successo: le rimuoviamo, cerchiamo di scordarle. È un meccanismo di difesa comprensibile: non siamo fatti di ferro, ma di carne; abbiamo bisogno di proteggerci.
Ma penso che le ferite che ci portiamo dietro siano anche i passaggi chiave della nostra esistenza, le testimonianze delle cose che impariamo, delle emozioni che viviamo, dei sogni che a volte si realizzano e altre si infrangono.
Mi piace leggere la frase “non si può accomodare” non come l’impotenza di fronte ai fatti che ci sono capitati, ma come l’inevitabile e tutto sommato benefica impossibilità di dimenticare i passaggi della nostra vita, anche quelli più difficili e dolorosi. In realtà, sono forse proprio quei frammenti di vita che ci formano più di tutti gli altri, ci dicono chi siamo e chi vogliamo essere. Magari ci fanno soffrire, oppure ci fanno sentire impotenti. Ma a me piace vederli come il segno di un tentativo, della voglia di provare, dell’accettazione consapevole dell’errore e della sconfitta o della difficoltà, dell’ansia di volere andare avanti, senza dimenticare o annullare quel che è successo, ma con la speranza di ricominciare e ricostruire la gioia e la speranza per il futuro sul dolore del passato, senza arrendersi e senza mai dare nulla per perduto.
Non sono molto bravo a mettere in pratica queste cose. Ma le voglio augurare a me stesso e anche a tutti voi.
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Non ho parole per esprimere l’ emozione che ho avuto leggendo questa riflessione. Very nice!!!