Perchè si fanno le cose

Ieri sera, riflettendo su alcuni fatti ai quali assisto o nei quali mi trovo coinvolto, ripensavo alle motivazioni che guidano le persone nel mondo del lavoro.

Ci sono quelli che fanno le cose per proprio interesse personale. Lo vedi, si capisce subito, anche quando ti sparacchiano discorsi sul bene comune o “l’interesse dell’impresa”. Vedi che fingono. Magari non subito, ma dopo un po’ il bluff viene scoperto.

Ci sono quelli ai quali l’unica cosa che interessa è evitare i rischi, gestire il potere o la propria posizione. Per questi, meno si fa e meglio è: si evitano così “rischi inutili” e ci si “espone meno”.

Ci sono quelli che vogliono essere sempre più furbi degli altri, stanno attenti agli equilibri di potere, cercano sempre di “vendertela giusta”. Per un po’ magari ci riescono, ma prima a poi il gioco diventa palese.

Ci sono le brave persone, oneste, che fanno correttamente il loro lavoro.

Ci sono gli entusiasti, che buttano il cuore oltre l’ostacolo.

Soprattutto, ci sono gli “ingenui”, quelli che dicono quello che pensano e fanno quello che dicono. In generale, sono considerati dei perdenti. Io continuo a pensare, voglio pensare, che, senza diventare degli sprovveduti, la franchezza, la trasparenza, un po’ di ingenuità e tanto entusiasmo siano le cose che servono senza le quali non abbiamo futuro.

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2 Responses to “Perchè si fanno le cose”

  1. 1carmelaon 09 Nov 2011 at 1:24 am

    Lo pensavo anch’io: ne sono stata così convinta da insegnarlo pure ai miei figli. E oggi questo è il mio più grande dispiacere. Purtroppo.

  2. 2alberto leonion 08 Jan 2012 at 7:09 pm

    il mio lavoro è vendere
    non ho mai venduto senza merito
    cambierei mestiere
    il mio tema è il tema del cliente
    insieme lo svolgiamo
    la cosa che non capirò mai è la mancanza di opportunità di dialogo
    la prima battaglia si perde
    ma se ci si riesce a conoscere, potrebbe crearsi una nuova futura opportunità

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