Quale vita viviamo?

Il danno più grande che possiamo fare a noi stessi è ingannarci, raccontarci una realtà artefatta che ci faccia stare bene, ci tolga l’ansia, ci rassicuri. Forse è la sindrome di Matrix, il film, dove le persone vivono una vita finta, ma senza preoccupazioni. 
 
A me pare che non è anestetizzando i problemi che riusciamo a vivere meglio. Magari così troviamo un po’ di pace per qualche ora o anche per un tempo più lungo. Oppure riusciamo a vivere in modo “decente”.
 
Ma è questo il nostro destino? Vivere una vita finta o mutilata?

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3 Responses to “Quale vita viviamo?”

  1. 1Gianlucaon 22 Nov 2011 at 10:06 am

    In Matrix la vita era finta ma non assente da preoccupazioni, anzi per massimizzare la “produzione” la vita degli individui doveva risultare il piu’ possibile aderente ad una vita reale, quindi anche ad una vita di preoccupazioni e di diseguaglianze.

    Nelle domande che propone c’e’ un presupposto, la presa di coscienza della realta’ e del proprio ruolo e del proprio agire. Ma quanti analizzano il loro agire o la loro passivita’? e quanti attendono (inconsapevolmente) il sopraggiungere dell’obbligo (indotto dalle circostanze) di un agire diverso?

  2. 2Tomon 22 Nov 2011 at 9:23 pm

    Mi conceda una provocazione.
    Una volta le persone erano informate e si interessavano solo di quello che potevano direttamente influenzare. Ora bisogna essere informati su tutto per non essere fuori dal mondo anche di ció su cui non si puó avere alcuna influenza.
    Questo forse é l’origine di un’ angoscia esistenziale che viene risolta creandosi ognuno il suo mondo immaginario.
    Le dico una banalitá peró che a mio parere ha il suo valore. Una volta un laureato in lettere antiche non aveva bisogno di avere un iphone, un ipad o stare su twitter o facebook.
    Non possedere certi strumenti o non essere in certi luoghi anche se virtuali, vuol dire essere fuori dal mondo.
    Ma questo costa (denaro per connessioni, apparecchi) e tempo.
    Ai tempi di mio padre un professionista si dedicava alla sua professione e posseduta una macchina per muoversi e un televisore (che durava 10 anni) aveva tutti i mezzi per non sentirsi fuori dal mondo.
    Non includo i quotidiani nel pacchetto perché essi esistevano dai tempi di mio bisnonno ;) .
    Ora tutto quello che si guadagna lo si spende per poter ancora lavorare l’anno successivo.
    Stiamo distruggendo il valore culturale del risparmio di denaro e tempo.
    Il risparmio economico é uno dei 3 motori fondamentali del mondo ed é quasi stato disintegrato.
    L’ozio (che non é ubriacarsi e bunga bunga) aiuta molto per costruire personali e menti sane. Il cervello non é differente da un muscolo ha bisogno di spazi vuoti, silenzio e non solo di dormire; per “riparare” i micro traumi delle difficoltá quotidiane.
    Io ultimamente sto incontrando difficoltá a trovar luoghi silenziosi.
    A volte mi regalo alcune ore in una biblioteca deserta o in una chiesa poco frequentata.
    Qualunque luogo moderno, casa, universitá, bar o ristorante é un continuo di musica o televisori accesi.
    Sembra di essere costantemente in una casba.

  3. [...] giorno fa ho letto un pensiero su cui spesso mi sono trovato a riflettere. Il danno più grande che possiamo fare a noi stessi è [...]

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